L'Ayurveda

L'Ayurveda è la medicina tradizionale indiana; la sua nascita ha radici molto profonde: si narra che fu da Brahma, il creatore dell'Universo, che ebbe origine l'Ayurveda come atto di compassione profonda verso il genere umano afflitto dalle malattie.

E' un antico sistema di prevenzione e guarigione che include dieta, utlizzo di erbe e spezie appropriate, comportamento, pratiche yoga, meditazione e massaggio.

La parola Ayurveda deriva dal sanscrito e più precisamente dall'unione di due termini: AYUS, che significa vita, e VEDA che significa scienza o conoscenza; il termine Ayurveda può essere quindi inteso come la scienza della “conoscenza della vita”.

 

 "Si definisce Ayurveda la scienza che descrive gli stati
della vita vantaggiosi e quelli sfavorevoli, insieme a ciò che è buono e ciò che è nocivo per la vita, che tratta della lunghezza della vita e della vita stessa".

Charaka Samhita

L'Ayurveda si occupa di tutti gli aspetti del benessere, quello fisico, quello psichico e quello spirituale; secondo Ayurveda la salute non è solo assenza di malattia ma è uno stato di continuo appagamento e di benessere, uno stato di felicità fisica, mentale e spirituale con noi stessi e con l'ambiente che ci circonda.

"L'individuo sano è colui che ha umori, il fuoco digestivo, i componenti tissutali e le funzioni escretorie ognuno in buon equilibrio, e che ha lo spirito, i sensi e la mente sempre compiaciuti".

L'Ayurveda, attraverso la profonda conoscenza dell'individuo, si prefigge quattro scopi fondamentali:

  • prevenire le malattie

  • prendersi cura della salute

  • mantenere la salute

  • promuovere la longevità

Lo scopo principale dell'Ayurveda è quello di conservare la buona salute nell'uomo sano in modo da dare sostegno ai quattro principali obbiettivi della vita che sono:

  • Dharma: ciò che per mezzo dell'agire corretto porta al benessere dell'individuo e della società;

  • Artha: la ricchezza, la prosperità, la disponibilità dei mezzi di sostentamento;

  • Kama: l'appagamento dei desideri terreni, la passione;

  • Moksha: la salvezza raggiunta per mezzo della liberazione e della consapevolezza dell'esistenza del Divino.

Tutto in Uno
Uno in tutto

Come nel macrocosmo, così nel microcosmo, l’Ayurveda basa le sue fondamenta sui Panchmahabhuta, i cinque grandi elementi (etere, aria, fuoco, acqua e terra) che compongono e costituiscono l’intero universo. E come per l’universo, anche l’essere vivente è composto e caratterizzato da questi elementi. La loro presenza, in quantità diverse, determina le caratteristiche e le differenze di tutto ciò che esiste.

Questi elementi, nel nostro corpo sono tutti presenti e, uniti assieme fra loro, come le tessere di un puzzle, collaborano affinchè ciascuna parte svolga la propria funzione. Essi si accoppiano formando tre forze dinamiche o principi fisiologici, che in Ayurveda vengono indicati con il termine TRIDOSHA; queste sono VATA, PITTA e KAPHA.

“Le tre costituzioni sono aria (vata), fuoco (pitta) e acqua (kapha). A seconda del fatto che siano malate o sane, esse distruggono o mantengono in salute il corpo”.

Asthanga Hridaya Samhita

Dall’unione di ETERE ed ARIA si genera il dosha VATA che presiede tutti i movimenti fisici, biologici e mentali, governa la circolazione e il sistema nervoso. Vata è infatti tutto ciò che muove e porta in se tutte le caratteristiche degli elementi che lo compongono; è quindi secco, asciutto, freddo, veloce, mobile e irregolare.
In natura il suo corrispettivo è il Vento; è infatti l'Aria l'elemento più caratterizzante di questa costituzione.

Le persone con predominanza del principio Vata sono generalmente esili, longilinee e contratte. La pelle è spesso secca con estremità fredde. Sono persone attive, dinamiche, creative, entusiaste, sempre in movimento ma con scarsa resistenza.
I sensi connessi con il Vata sono il tatto e l'udito.

Le possibili manifestazioni di uno squilibrio VATA sono:

Dolori in qualsiasi parte del corpo, disturbi del sistema nervoso, intolleranza al freddo, magrezza eccessiva, disturbi legati alla digestione e all'eliminazione, irregolarità del sonno, ciclo mestruale, alimentazione, sensazione di agitazione, paura e ansia, debolezza, affaticamento e stanchezza causati da una veloce dispersione di energie, poca concentrazione.

Dall’unione di FUOCO e ACQUA si genera il dosha PITTA che è calore e capacità di trasformazione delle sostanze nell’organismo agendo come fuoco corporeo. E’ la forza che digerisce, metabolizza e trasforma il nutrimento e i pensieri. E’ inoltre responsabile della temperatura corporea, della pigmentazione della pelle e delle vista. Le sue qualità principali sono il calore, la leggerezza, la penetrazione e l’acidità.
Il Fuoco e l'elemento maggiormente caratterizzante in questa costituzione.

Le persone con predominanza del principio Pitta hanno una corporatura media, una buona muscolatura, pelle morbida e delicata con colorito roseo e può essere caratterizzata dalla presenza di nei e lentiggini.
La temperatura cutanea è alta e la digestione e l'appetito funzionano in maniera ottimale.
Gli individui Pitta hanno buone doti di leadership e sono acuti ed intelligenti.
Il senso connesso con il Pitta è la vista.

Le possibili manifestazioni di uno squilibrio PITTA sono:

Tutto ciò che riguarda l'infiammazione: gastrite, colite, ulcera gastrica, emorroidi, congiuntivite, infiammazione della pelle, epatopatie, cattiva digestione, eccesso di calore, eccesso di collera, rabbia, impulsività, gelosia.

Dall’unione di ACQUA e TERRA si genera il dosha KAPHA che è solidità, stabilità e coesione, viene infatti definito come la forza che costruisce e tiene insieme le cose. Si occupa del buon funzionamento del nostro sistema immunitario, conferisce forma alla nostra struttura e, attraverso le secrezioni e i liquidi, mantiene la corretta lubrificazione. Le sue qualità sono la pesantezza, la lentezza, l’immobilità, la stabilità, la solidità, l’untuosità e la morbidezza.

L'acqua è l'elemento che caratterizza maggiormente questa costituzione.

Le persone con predominanza del principio Kapha hanno la pelle morbida, untuosa e il colorito è chiaro. La digestione è lenta con tendenza all'accumulo e al sovrappeso. Il sonno è lungo e profondo. Tendenzialmente sono individui pigri e sedentari con buona resistenza allo sforzo fisico. Hanno un carattere stabile, amorevole e compassionevole; si alteranodifficilmente e perdonano con facilità.

I sensi connesso con il Kapha sono il gusto e l'olfatto.

Le possibili manifestazioni di uno squilibrio KAPHA sono:

Accumulo, sovrappeso, edemi e ritenzione di liquidi, cisti, eccesso di muco, sinusiti, diabete, neoplasie, stasi, sonnolenza, pigrizia, lentezza, depressione, attaccamento e senso di possesso.

Queste forze pervadono tutto il corpo, sono sempre presenti, ma in proporzioni diverse. In base a queste rispettive proporzioni si stabilisce la natura dell'individuo e il tipo di costituzione a cui si appartiene: la Prakriti.

La Prakriti è la natura dell'individuo, viene determinata al momento del concepimento e non si modifica mai nell'arco della vita. Può essere definita come il nostro stampo genetico che ci caratterizza a livello di identità, individualità, attitudini e abitudini.

Essa non è da confondere con la Vikruti che può essere definita come lo stato alterato dei dosha o squilibrio. La Vikruti è l'allontanamento dalla nostra matrice di nascita.

“Vata, Pitta e Kapha si spostano in tutto il corpo producendo effetti benefici o dannosi sull'intero sistema, secondo il loro stato normale o aggravato. Il loro stato normale è l'equilibrio e il loro stato aggravato è la malattia”.

Charaka Samhita

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